43) Revel. Il totalitarismo piace a noi intellettuali?.
Jean-Franois Revel (n. 1924), polemista di talento, si  posto
sulla linea tracciata da Benda e Aron fin dalla fine degli anni
Cinquanta, quando pubblic l'opera Perch i filosofi? contro gli
intellettuali dell'epoca, da Heidegger a Sartre, a Lacan. Fra le
reazioni che l'opera suscit nei diretti interessati vale la pena
di ricordare quella di Lacan, che mostrando il libro di Revel ai
suoi uditori, si mise a gridare: Questo non  un libro, 
spazzatura!; poi gett il libro per terra e si mise a
calpestarlo. Le opere pi importanti di Revel sono La tentazione
totalitaria (1976) e La conoscenza inutile (1988). Ultimamente
egli ha pubblicato la sua biografia dal titolo Il ladro nella casa
vuota (1997).
In questa lettura, tratta da La tentazione totalitaria, opera che
rispecchia il clima culturale degli anni Settanta, Revel osserva
che la dura critica al sistema capitalistico-liberale e la
benevolenza verso i regimi totalitari  diffusa e ben presente
nella societ francese.
J.-F. Revel, La tentation totalitaire [La tentazione totalitaria,
1976].

 Noi desideriamo essere governati in modo totalitario? Questa
ipotesi spiegherebbe molti comportamenti e tanti discorsi e
silenzi. Nei paesi non comunisti quella che io chiamer
provvisoriamente la sinistra ingigantisce con le sue critiche
tutti i difetti delle societ liberali a tal punto da presentarle
come la maschera di una realt sostanzialmente totalitaria, e
minimizza i difetti delle societ totalitarie fino al punto da
farle sembrare liberali, almeno nella sostanza. Il presupposto 
che le societ totalitarie siano per natura buone, bench per il
momento non rispettino i diritti dell'uomo, e che quelle liberali
siano per natura cattive, bench gli uomini conducano una vita
meno infelice e pi libera. Se dovessimo dar retta ai numerosi
commenti che vengono pubblicati nei pochissimi paesi dove 
possibile divulgarli liberamente, una societ comunista,
quand'anche fosse trasformata in un immenso campo di
concentramento affollato da persone faticosamente in lotta per
sopravvivere, sarebbe una societ in via di miglioramento. Una
societ capitalistica liberale, a prescindere da ogni giudizio in
merito a come ci si vive,  da abbattere.
J.-F. Revel, La tentazione totalitaria, Rizzoli, Milano, 1976,
pagina 17.
